Da un po’ bazzico su Yahoo Answers e mi prodigo nel risolvere alcune domande inerenti al mondo dell’informatica e di Internet. Con soddisfazione sono già Top Contributor con una buona percentuale di migliori risposte.
Mi si pone però un problema: un sacco di domande poste sono scritte in una lingua arcaica ed incomprensibile; un’altra parte di domande è in “italiocco” (ovvero italiano patocco) e poste in grammaticalmente e logicamente in maniera assurda, oltre che prive di informazioni necessarie.
Se domande del genere fossero poste oralmente a qualcuno nella vita quotidiana, la faccia del malcapitato probabilmente diventerebbe un grosso punto di domanda con una gocciolona di sudore stile giapponese.
Andiamo quindi ad analizzare come dovrebbe essere posta una domanda in 2 semplici punti.
Ovviamente questa lezione è valida in qualsiasi campo, non solo informatico.
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Il patron e finanziatore di Ubuntu ha recentemente commentato che l’investimento su Linux nei desktop è un investimento a perdere.
Attualmente Ubuntu non genera abbastanza introiti da creare un plus, in quanto vengono spesi molti soldi in ricerca e sviluppo.
Shuttleworth confida nei servizi per rifarsi del denaro investito, confermando che continuerà a finanziare senza problemi ancora per 2-3 anni.
Buon per lui che ne ha
La domanda del titolo è alquanto critica. Chi non ha mai scaricato almeno una canzone o quel programma che gli serviva tanto? Forse qualcuno non lo ha mai veramente fatto, ma la tentazione è tanta.
Innanzitutto diciamo che l’uso del P2P non è illegale, mentre il download di materiale coperto da copyright lo è. Che poi si possa disquisire sul fatto che sia giusto o meno che sia illegale è un altro discorso.
La pirateria di materiale musicale esisteva già ai tempi delle audiocassette: si andava da un amico con il vinile, si inseriva la cassetta e si registrava il tutto. O meglio chi aveva l’audiocassetta originale: duplicazione a velocità maggiore. Lo stesso metodo dell’audiocassetta duplicata si poteva adottare con le cassette dei giochi dei Commodore ed affini.
Con l’avvento dei CD al duplicazione non risente di peggioramenti in quanto la copia digitale è identica.
All’arrivo di Internet alla massa è scoppiato il boom della pirateria. Computer connessi 24 ore su 24 con 2-3 software di P2P sempre attivi che scaricano costantemente materiale che forse non verrà neanche mai visto.
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Ripubblico l’immagine dello sfondo di default di OsX Leopard, visto che il precedente post è stato “accidentalmente” perso.
Buon download
Uno dei più conosciuti scanner per reti in OsX è sicuramente KisMAC.
La principale differenza tra KisMAC e gli altri scanner è il fatto di usare il monitor mode e lo scanning passivo.
Finalmente la versione attuale riesce a funzionare correttamente sul mio MacBook, mentre le precedenti avevano problemi in fase di acquisizione dei pacchetti.
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Dato che leggo spesso su vari forum commenti del tipo:
“[PROVIDER] fa schifo! Ho una 20 mega e va come una 7 mega”
“Mi hanno fregato! Ho fatto un contratto con [PROVIDER] per una 20 mega ma non si allinea manco a morire”
“[PROVIDER] non ha ancora coperto la mia zona, perché devo viaggiare ancora col 56k?”
e via discorrendo su questi toni.
Anche se è da un bel po’ di tempo che l’ADSL è disponibile in Italia, copertura di zone a parte, molte persone non hanno ancora la minima idea di come funzioni il servizio.
Partiamo con alcune risposte semplici:
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A fronte di chi dice che non si trova bene con questo mouse, io dico che è un buon mouse (oltre che bello!).
Ha comunque, come quasi tutto in questo mondo, un difetto che alla lunga diventa fastidioso: la pallina di sporca e lo scrolling inizia ad andare male.
Per fortuna la soluzione risulta semplice: pulire la pallina in questione.
E qui nasce il problema!!! Il mouse non è smontabile in quanto le parti sono saldate tra loro e la pallina non si può estrarre.
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Forse vi è capitato che i nomi dei collegamenti a Documenti, Applicazioni, Musica e Video nel Finder si siano tramutati magicamente dall’italiano all’inglese e vorreste tornare alla normalità.
Niente di più semplice: basta creare nel punto giusto il file .localized che per qualche motivo è stato cancellato.
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OpenOffice 3
Anche se l’annuncio sarà dato con molta probabilità lunedì 13, è disponibile ora per il download la versione 3 di OpenOffice. Questa versione dà la possibilità di usare la suite per l’ufficio in ambiente OSX senza dover installare (anche se in Leopard è già presente di default) X11.
Al momento non è disponibile nel sito ufficiale, ma è possibile scaricarlo dal mirror del garr al seguente indirizzo: OOo_3.0.0_MacOSXIntel_AQUA_install_en-US.dmg
Il link sopra proposto è per la versione in inglese, ma si spera che a breve sarà disponibile la versione in italiano.
L’installazione è semplice come sempre: scarichiamo l’immagine, doppio click, e trasciniamo l’icona nella cartella in cui vogliamo installare la suite.
Al primo avvio verranno richiesti pochissimi dati per la configurazione (nome e cognome) e poi la suite si aprirà nel suo splendore. La velocità sembra buona e sembra più reattivo di NeoOffice.
Vedrò di fare test e scrivere quindi un post più esaustivo.
Categorie:Apple, Free, Open, OsX, Software Tag: anteprima, applicazioni, download, Free, gratis, opensource, OsX
Chi non si ricorda del grande PacMan alzi la mano.
Bene, adesso è disponibile gratis, gratuita, free o come volete dire una versione per OsX.
Il pacchetto è scaricabile dal sito del produttore, che poi sarebbe questo.
Direi che è obbligatorio scaricarlo e giocarci fino allo sfinimento.
Per un altro gioco divertente, puoi vedere questo post su Mars Explorer