Lodo o non lodo? Questo è il problema.
In data 7 Ottobre 2009 la legge chiamata “Lodo Alfano” è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.
Si è scatenata quindi, da una parte all’altra della politica, un titanico scambio di dichiarazioni.
Ma qualcuno sa esattamente cosa prevedeva questa legge?
Probabilmente no.
La parte sinistra della politica ha martellato sul fatto che questa legge avrebbe “salvato” il premier (e altre 3 alte cariche).
Peccato che, a quanto si legge, questo non risulta vero. Infatti la legge prevedeva la “sospensione” dei procedimenti penali in corso per le 4 più alte cariche dello stato. Sospensione. Ecco la parola magica. Infatti la sospensione dei processi poneva in stato di sospensione anche la prescrizione, ossia non è che congelando i processi si poteva arrivare alla prescrizione del reato.
Personalmente ritengo corretto quanto affermato dalla Corte Costituzionale: la legge è uguale per tutti.
Almeno in teoria, perché già normalmente questo non risulta vero. Ma si apprezza la teoria.
La cosa assurda è il tam tam mediatico generato dall’approvazione del Lodo ed il fatto che fosse presentato come una legge “salva-berlusconi”. Salva da cosa? Da quanto sopra enunciato, semplicemente i processi sarebbero stati fermati per poi riprendere alla fine del mandato. O c’era la paura che Berlusconi morisse o si è voluto fare solamente casino?
Ripeto, trovo comunque corretto (almeno a livello teorico, per quanto spiegato prima) che tutti siano allo stesso livello di fronte alla giustizia.
Ora che questa legge è stata abrogata, forse l’attuale opposizione potrà finalmente elaborare un programma elettorale, visto che ad oggi sembra che l’unica cosa a tenere unita la sinistra (e compagnia) sia l’antiberlusconismo.
Aperto a qualsiasi commento costruttivo.

OT
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