La giornata del 2 giugno l’ho passata in compagnia di amici al mare ad Isola Verde (VE).
Tralasciando le 2 ore per fare i 20 chilometri di tragitto….
Non sarebbe nulla di che se non fosse stato per i nostri “vicini” di ombrellone: una o più (non si capiva) famiglie di (presumo dalla parlata) napoletani.
Premetto, onde evitare polemiche, che non ce l’ho a morte con i meridionali o chi per essi.
Mi sono chiesto per quasi tutta la giornata il perché usassero URLARE per comunicare con la persona di fianco a neanche un metro. All’inizio pensavo fosse uno sordo, ma poi ho constatato che così non era.
Per me ognuno è libero di fare quello che vuole, finché non va a rompere i maroni a qualcun altro.
Passi che fai la sceneggiata per spiegare qualcosa; passi che parli in maniera incomprensibile; passi che ti mangi alle 2 del pomeriggio i maccheroni col sugo in spiaggia; passi che tieni un pastore tedesco al guinzaglio senza museruola dove ci sono dei bambini che giocano. Ma urlare per parlare no!
Pensavo fosse solo il gruppetto lì ad essere “incivile”, ma poi ho sentito da ancora più distante qualcun altro che comunicava allo stesso modo e nella stessa cadenza per cui mi sono chiesto se tutto questo è normale per loro.
Ah, piccolo consiglio alla famigliola: se riuscite a non mangiare qualcosa per almeno un’ora, forse riuscireste anche a calare mezzo etto che poi non vi farebbe male visto il peso medio e l’altezza media.
Perdonate lo sfogo, ma ccà nisciuno è fesso.
Devo ammettere che ultimamente alzarsi dal letto è incredibilmente difficile, vuoi per la stanchezza vera e propria o per il cambio stagione.
Tuttavia, una volta salito in auto, non ho grossi problemi a sintoniazzarmi sulla giusta frequenza.
In ogni caso la mattinata di oggi è stata un modello che tutte le giornate lavorative dovrebbero seguire: due interventi presso clienti pianificati per durare un tot ed in effetti durati un tot! Incredibile! Di norma succede sempre qualche piccolo intoppo, ma stamane niente.
Sicuramente da segnare su iCal.
Buona notte a tutti.
Leggo che alcune aziende americane hanno iniziato a non retribuire alcuni dipendenti per le ore perse per la fase di avvio e spegnimento delle macchine. E fin qui potrei anche pensare che non è tutto sommato una cosa assurda. L’assurdo è che il tempo stimato per tali operazioni è di 20/30 minuti al giorno.
Non ho la più pallida idea di che sistemi operativi o di che computer sono dotati tali lavoratori, ma mi pare un’esagerazione! In 30 minuti parto da casa mia e mi ritrovo in ufficio a lavorare.
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Mi riservo di valutare l’inserzione dopo aver verificato la “bontà” del sito/blog.
Per informazioni non esitate a contattarmi.
Ciao a tutti.
Da un po’ bazzico su Yahoo Answers e mi prodigo nel risolvere alcune domande inerenti al mondo dell’informatica e di Internet. Con soddisfazione sono già Top Contributor con una buona percentuale di migliori risposte.
Mi si pone però un problema: un sacco di domande poste sono scritte in una lingua arcaica ed incomprensibile; un’altra parte di domande è in “italiocco” (ovvero italiano patocco) e poste in grammaticalmente e logicamente in maniera assurda, oltre che prive di informazioni necessarie.
Se domande del genere fossero poste oralmente a qualcuno nella vita quotidiana, la faccia del malcapitato probabilmente diventerebbe un grosso punto di domanda con una gocciolona di sudore stile giapponese.
Andiamo quindi ad analizzare come dovrebbe essere posta una domanda in 2 semplici punti.
Ovviamente questa lezione è valida in qualsiasi campo, non solo informatico.
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