Durante questa “pausa” estiva ho dato un’occhiata in giro per vedere se esisteva qualche affiliazione semplice e che rendesse sicuramente ad ogni click.
Ebbene, ho trovato linkbucks.
Con linkbucks si possono monetizzare i link in uscita, ossia ogni volta che un visitatore fa click su un link noi possiamo guadagnare. Il guadagno per singolo click non è sicuramente enorme, però è sicuro.
Il programma permette di scegliere tra la modifica dei singoli link, di gruppi di link o di tutta la pagina. Si sceglie poi il tipo di pubblicità che si vuole visualizzare ed ecco pronto lo script (o l’eventuale link).
Sono disponibili 3 tipi di pubblicità: popup; intromissione e top banner.
Personalmente trovo il popup e l’intromissione piuttosto “pesanti” per l’utente, mentre il top banner non è troppo invasivo.
Di contro, il top banner è quello pagato meno (4545 click per 1 dollaro).
Le cifre sono bassine, però permettono di ricevere il pagamento da un minimo di 5 dollari e direttamente su Paypal o EPassPorte.
Chiaramente, come tutti i programmi di affiliazione, per fare soldi devi avere un certo numero di visitatori.
Provate comunque linkbucks e fatemi sapere.
Su un altro mio sito (www.domandestupide.com) ho attiva l’affiliazione con eDintorni per la pubblicità contestuale.
Avevo già fatturato a eDintorni e i pagamenti sono sempre stati regolari; l’unico dubbio era sulla possibilità di fatturare a bimestre/trimestre senza perdere i crediti, come specificato nel contratto.
Orbene, ho scritto all’assistenza richiedendo appunto la possibilità di accumulare il credito per fare meno fatture e la risposta quasi istantanea è stata che è fattibile, purché non si superino determinate cifre (es. sopra i 700 Euro).
Quindi, per chi volesse, ora sapete che il credito è cumulabile per importi diciamo medio/bassi.
Un apprezzamento particolare per la celerità delle risposte da parte del personale eDintorni.
Tra un po’ di giorni vado in ferie e quindi decido di informarmi sul discorso tethering dell’iPhone, che non si sa mai debba connettermi mentre sto beatamente prendendo il sole in quel di Sardegna.
Da quello che trovo in giro per il web mi sembra di capire che il tethering con Vodafone non è ufficialmente attivabile. Ufficiosamente non sembra difficile da attivare ed in effetti così è. Riesco ad attivare la relativa voce ma nel momento in cui provo a mettere ON il tethering ecco che mi compare un popup con scritto che dovrei attivare il tutto dal portale Vodafone.
Cerca e ricerca, sembra che anche attivando il pack per iPhone, l’uso del dispositivo come modem non sia possibile o comunque il traffico non venga conteggiato nel pack stesso.
Non convinto, chiamo il servizio clienti aziende e chiedo delucidazioni: mi confermano che per l’uso come modem è necessario attivare l’offerta dati apposita. Piccolo problema: il pack iPhone cosa 10 euro al mese con 2 giga di traffico, mentre l’altro “pacco” costa 30 euro per 600 mega o un tot di ore (esistono altri pacchi a minor costo). Ora io mi chiedo perché dovrei attivare un’altra opzione notevolmente più svantaggiosa per usare una funzione che già è prevista nel pack iPhone. A Vodafone cosa cambia che io usi l’iPhone direttamente o un pc collegato? NIENTE!!! Semre traffico dati è, sempre scalato dal già ridotto monte dati offerto.
Tim almeno permette con un unico piano tariffario l’uso di Internet dal melafonino o dal pc. Controindicazioni? Il casino che ti fanno con le tariffe… a tempo o a quantità, il tutto vincolato per un periodo di tempo… insomma un caos assurdo!
Le compagnie telefoniche non hanno ancora recepito il reale uso dell’iPhone ossia un dispositivo sempre collegato alla rete. Non hanno voluto replicare il modello flat di AT&T, e chissà se mai lo faranno.
Sinceramente deluso dai nostri operatori.
Interessante argomento inerente Alice e IP statici:
sembra che sulle “alici” home con ip statico non sia possibile usare router diverso dalla ciofeca portata da Telecom.
Non mi dilungo nella spiegazione del perché, visto che in rete si trova di tutto e di più.
Tanto per fare capire: se ad uno serve uno o più ip statici e vuole usare un router decente, deve passare ad una Alice Business (aspetto smentite).
Alice Business lavora su Punto-Punto, ma attenzione! In alcuni POP la punto-punto è raggiungibile da esterno, mentre in altri no.
In ogni caso riporto un esempio di configurazione per un Cisco 837 su Alice Business con IP statici, sperando sia utile ai posteri.
no service pad
service timestamps debug datetime msec
service timestamps log datetime msec
service password-encryption
!
hostname gw.test.it
!
boot-start-marker
boot-end-marker
!
enable secret PASSWORD
!
no aaa new-model
!
!
ip cef
no ip domain lookup
ip name-server 151.99.125.1
ip name-server 151.99.125.2
!
interface Ethernet0
description LAN INTERNA
ip address IPSTATICO 255.255.255.248 secondary
ip address 192.168.1.1 255.255.255.0
ip nat inside
ip virtual-reassembly
ip tcp adjust-mss 1200
hold-queue 100 out
!
interface Ethernet2
no ip address
hold-queue 100 out
!
interface ATM0
description WAN ALICE
no ip address
no atm ilmi-keepalive
dsl operating-mode auto
!
interface ATM0.1 point-to-point
ip address IPPUNTOPUNTO 255.255.255.252
ip nat outside
ip virtual-reassembly
no snmp trap link-status
pvc 8/35
oam-pvc manage
oam retry 5 5 1
encapsulation aal5snap
!
!
interface FastEthernet1
duplex auto
speed auto
!
interface FastEthernet2
duplex auto
speed auto
!
interface FastEthernet3
duplex auto
speed auto
!
interface FastEthernet4
duplex auto
speed auto
!
ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 ATM0.1
ip route 192.168.0.0 255.255.255.0 172.16.1.2
no ip http server
no ip http secure-server
!
ip nat pool inter IPSTATICO IPSTATICO netmask 255.255.255.248
ip nat inside source list 1 pool inter overload
!
access-list 1 permit 192.168.1.0 0.0.0.255
!
control-plane
!
no ip http server
no ip http secure-server
!
line con 0
no modem enable
stopbits 1
line aux 0
line vty 0 4
password PASSWORD
login
!
scheduler max-task-time 5000
end
Ho provato più di qualche volta ad inserire il blog DomandeStupide nella directory di Liquida, ma senza successo.
Quindi ho provato a contattare l’assistenza che dopo un giorno mi ha prontamente risposto:
ci dispiace ma il tuo blog non rispecchia alcuni parametri editoriali
che noi riteniamo fondamentali per essere preseni in Liquida.
La cosa mi è parsa strana, visto che è la stessa cosa del “vecchio” risposte.ponchio.it, quindi ho risposto appunto che il vecchio blog era stato accettato e chiedevo informazioni aggiuntive.
Lo staff, che devo dire veloce e preciso, mi ha risposto che:
dato che ormai Liquida è diventa molto visibile nel panorama del web,
abbiamo deciso di attuare una bonifica ed eliminare tutti quei blog
che presentano contenuti volgari.
Ci dispiace, sappiamo che il tuo è un blog divertente (non avremmo
inserito il tuo blog precedente se così non fosse) che appunto prende
in giro le persone che formulano domande imbarazzanti; ma d’altro
canto non possiamo neanche permetterci che una di quelle domande
sbuchi fuori nella nostra home page o da qualche altra parte,
qualcuno potrebbe offendersi o sentirsi scandalizzato e di conseguenza
lamentarsi con noi.
Ovvero mi stanno dicendo che:
- Finché eravamo “piccoli” e relativamente poco conosciuti ci andava bene di tutto
- Ora che siamo “grandi” e relativamente conosciuti ci rompe di mettere un sito come il tuo
Premetto che non ci vedo nulla di “volgare” in quanto sono delle domande riprese da altri siti liberi, inoltre sarebbe solo un bene che una di quelle domande spuntasse nella home page così “qualcuno” si potrebbe svegliare e/o capire come funziona il mondo.
Comunque, ringrazio lo staff di liquida per la disponibilità e la velocità delle risposte.
Ringrazio un po’ meno per la censura.
Mi capita spesso di ricevere e-mail divertenti da amici e parenti inviate a diversi destinatari. Non mi lamento della qualità del contenuto, ma del fatto che i destinatari sono quasi sempre in chiaro.
Buona norma quando si invia una e-mail a più destinatari è quella di mettere nel campo “A:” il proprio indirizzo e poi utilizzare il campo “CCN:” e non il “CC:” per inserire la lista dei destinatari. Facendo così la posta verrà inviata correttamente ed eviteremo che tutti i destinatari abbiano visibilità degli indirizzi altrui.
Grazie e buona vita
Il sito Income Diary ha pubblicato una classifica ove figurano i 30 siti mondiali in ordine di guadagno.
Come primo ecco la grande G di Google, con un ricavo di 21,8 miliardi di dollari all’anno: a conti fatti 691,27 dollari al secondo.
Amazon si piazza al secondo posto con un più modesto ricavo di 19,166 miliardi di dollari, pari a 607,75 dollari al secondo.
A meno della metà per ricavo dal secondo c’è Yahoo, con i suoi 7,2 miliardi.
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Nella pagina di About è presente l’indirizzo di posta a cui scrivere per chi fosse interessato ad uno scambio di link.
Mi riservo di valutare l’inserzione dopo aver verificato la “bontà” del sito/blog.
Per informazioni non esitate a contattarmi.
Ciao a tutti.
Se siete andati al cinema negli ultimi 2-3 anni, sicuramente avrete visto almeno una volta il messaggio all’inizio del film dove si dice che scaricare è come rubare.
Viene equiparato il furto di beni materiali al download di materiale coperto da copyright.
Sebbene la definizione etimologica di “furto” sia “sottrazione di un bene mobile in danno del legittimo proprietario”, il concetto ora è esteso anche al furto di beni immateriali.
Più di qualcuno in vari forum di discussione sostiene che il download di materiale protetto da copyright (che da ora in poi chiamerò semplicemente download) non sia assimilabile a furto vero e proprio.
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Da un po’ bazzico su Yahoo Answers e mi prodigo nel risolvere alcune domande inerenti al mondo dell’informatica e di Internet. Con soddisfazione sono già Top Contributor con una buona percentuale di migliori risposte.
Mi si pone però un problema: un sacco di domande poste sono scritte in una lingua arcaica ed incomprensibile; un’altra parte di domande è in “italiocco” (ovvero italiano patocco) e poste in grammaticalmente e logicamente in maniera assurda, oltre che prive di informazioni necessarie.
Se domande del genere fossero poste oralmente a qualcuno nella vita quotidiana, la faccia del malcapitato probabilmente diventerebbe un grosso punto di domanda con una gocciolona di sudore stile giapponese.
Andiamo quindi ad analizzare come dovrebbe essere posta una domanda in 2 semplici punti.
Ovviamente questa lezione è valida in qualsiasi campo, non solo informatico.
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