Persone e persone
La giornata del 2 giugno l’ho passata in compagnia di amici al mare ad Isola Verde (VE).
Tralasciando le 2 ore per fare i 20 chilometri di tragitto….
Non sarebbe nulla di che se non fosse stato per i nostri “vicini” di ombrellone: una o più (non si capiva) famiglie di (presumo dalla parlata) napoletani.
Premetto, onde evitare polemiche, che non ce l’ho a morte con i meridionali o chi per essi.
Mi sono chiesto per quasi tutta la giornata il perché usassero URLARE per comunicare con la persona di fianco a neanche un metro. All’inizio pensavo fosse uno sordo, ma poi ho constatato che così non era.
Per me ognuno è libero di fare quello che vuole, finché non va a rompere i maroni a qualcun altro.
Passi che fai la sceneggiata per spiegare qualcosa; passi che parli in maniera incomprensibile; passi che ti mangi alle 2 del pomeriggio i maccheroni col sugo in spiaggia; passi che tieni un pastore tedesco al guinzaglio senza museruola dove ci sono dei bambini che giocano. Ma urlare per parlare no!
Pensavo fosse solo il gruppetto lì ad essere “incivile”, ma poi ho sentito da ancora più distante qualcun altro che comunicava allo stesso modo e nella stessa cadenza per cui mi sono chiesto se tutto questo è normale per loro.
Ah, piccolo consiglio alla famigliola: se riuscite a non mangiare qualcosa per almeno un’ora, forse riuscireste anche a calare mezzo etto che poi non vi farebbe male visto il peso medio e l’altezza media.
Perdonate lo sfogo, ma ccà nisciuno è fesso.


